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  • Sara P. (≈_≈)

Resistere

I racconti della Resistenza. Un libro fatto da tre storie, tre persone (ma anche di più), tre fonti di speranza. E tre vite che capiranno che sopravvivere è un diritto, non un privilegio. E che cambieranno le cose, ma non sterminando un'intera popolazione con un mitra. Loro useranno un altro metodo. Resistere.

Ancora un giorno.

Io ci sarò.

Il rogo di Stazzema.

Sono questi i titoli dei tre racconti raccolti in questo libro.

Nel primo, un gruppo di ragazzi di Milano, con lo stomaco vuoto e pochi pezzi di pane in tasca, dovranno affrontare la fine della Guerra nel Nord Italia. Cosa vuol dire questo? Beh, considerato che gli Americani liberarono l'Italia a partire dalla Sicilia, potete ben capire quali furono le regioni che per ultime riuscirono a tirare un sospiro di sollievo. Tra queste, la Lombardia. E la continua sensazione che tra le vecchie "case di ringhiera" che ancora oggi sono distribuite dappertutto nella città (e in cui anche io, per molti anni, ho vissuto), ci sia una spia capace di distruggere con una sola parola la vita di quella povera gente. Perché c'è chi ospita ebrei, chi compra il cibo dal mercato nero, e chi ruba. Come biasimarli, in fondo. I ragazzini che, nelle giornate buie e magre non sanno proprio che fare, sceglieranno una strada. Quale strada? Beh, se si parla di "scegliere una strada" è già un buon passo. Perché raramente la gente "sceglie una strada". In questo caso, i ragazzi diventeranno dei piccoli Partigiani. Affronteranno l'impensabile. E le conseguenze non saranno delle migliori. Anzi.

«Liberi da cosa? Dai tedeschi e dai fascisti, forse, ma non da una vita di povertà che ci trasciniamo da sempre e che ci fa vergognare di fronte ai nostri figli»

Nel secondo racconto, c'è un ragazzo ebreo. E già sui vostri sguardi passano delle nuvole scure. Vi vedo, eh. Riccardo ha 10 anni quando deve scappare da Ferrara, dove viveva con gli zii, a Roma. Dove però i parenti che gli avrebbero dato rifugio sono scappati, per evitare un rastrellamento. Così, Riccardo, si ritroverà in montagna, a fare il Partigiano. Il suo nome di battaglia è Marconi, perché è capace di ridare vita a qualsiasi radio rotta. Il ragazzino dovrà quindi sconfiggere i Nazisti, garantire comunicazioni sicure alla Resistenza, ritrovare la sua famiglia, e, possibilmente... sopravvivere.

«Dicono che gli americani sono alti, biondi e pure fortissimi» «Anche i tedeschi sono alti e biondi... Come si distinguono?»

Nel terzo e ultimo racconto, si parla di una storia vera. Purtroppo. È la vita di Lapo, bambino che rimane uno dei pochissimi superstiti al rogo di Stazzema. Stazzema era un paesino abbarbicato tra le montagne, abitato solo da brava gente: amici, donne, uomini, bambini. Perché dico "era"? Perché un bel giorno un gruppetto molto carino di SS ebbe la splendida idea di radere al suolo la provincia in cui Lapo è nato, uccidendo tutti. Bruciati vivi.

Quella non era stata una caccia e nemmeno un'incursione. Quella era stata una metodica devastazione di sterminio.

Questi sono solo tre di migliaia di racconti che si potrebbero narrare. Non tutti finiranno bene, ma una cosa è certa: i protagonisti di questo libro ebbero il coraggio di sperare quando ogni singolo alito di vento diceva loro che era inutile sognare di sopravvivere. Tre storie tutte all'italiana che girano attorno al giorno della Liberazione e di come sì, quel 25 Aprile cambiò tutto, ma... Non bastano neanche 100.000 soldati americani per far scomparire il suono delle sirene antiaeree nel cervello, le occhiaie, il sobbalzare a una parola in tedesco (anche se appartiene al turista austriaco di turno con 4 chili di crema solare sul naso), la paura ogni volta che qualcuno bussa alla porta. Non bastano 100.000 soldati americani, non basta un'iniezione di morfina, non basta un abbraccio, non bastano mille lacrime. Non basta neanche un 25 Aprile, per dimenticare. E forse è un bene. Perché dimenticare è l'ultima cosa che dobbiamo fare, anzi, non dobbiamo farla proprio.

«Guardate che io la guerra non la potrei fare neanche se volessi... C'ero all'altra, a quella prima... Non è che mi potete fucilare, capito?»

I racconti della resistenza. Tre grandi storie per difendere la nostra libertà Autori: Roberto Denti, Lia Levi, Annalisa Strada, Gianluca Spini Anno di pubblicazione: 12 maggio 2020 Età adatta: 10-12 anni Lunghezza: lungo (432 pagine) Casa editrice: Il Battello a Vapore

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