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In carcere

Almarina: quando le vite di due anime sole si intrecciano e per pochi, brevi istanti sparisce l'ansia, l'angoscia, il disagio, la preoccupazione. E al loro posto spunta un sorriso.

Elisabetta Maiorano è una donna come tante, sulla cinquantina, alle spalle un lutto insuperabile e tanto amore per Napoli, la sua città. Peccato che se la possa godere poco, visto che ogni mattina varca la soglia del carcere minorile di Nisida e resta completamente isolata, braccata tra quattro mura in un'aula spoglia e triste, con ragazzi per i quali il carcere è un luogo in cui almeno non rischiano la vita costantemente, perché i nemici, quelli veri, quelli che non hanno paura a puntarti una pistola alla testa anche se hai solo quattordici anni, almeno a Nisida non ti possono trovare.

Un giorno, per quel luogo di ansie e disperazioni, dove nessuno crede davvero in una seconda possibilità, capita Almarina, ragazza rumena fuggita dal suo paese, separata dal fratello e mandata in carcere ingiustamente.

Tra le due scatterà qualcosa ad uno sguardo: non è amicizia, "amici" è una parola che in carcere risulta fuori contesto, perfino in uno per minori. È una parola scomoda, amici, una parola che ne sottende altre, condivisione e fratellanza e rispetto e cura reciproca, e per queste cose in prigione non c'è spazio.

È più una sorta di complicità, di "ti aiuto ma non ti voglio bene", un legame strano, quasi inesistente, come un filo sempre troppo teso e sempre sul punto di spezzarsi, una connessione che c'è e non c'è, un vedo non vedo... all'inizio.

Due vite che si agganciano con un po' – un bel po' – di fatica, per non separarsi mai più.

Tutto ciò che scegliamo si rivelerà sbagliato se siamo tristi, sbagliato se siamo felici.

Almarina

Autrice: Valeria Parrella

Data di pubblicazione: 2 aprile 2019

Età adatta: dai 15 in sù

Lunghezza: media (123 pagine)

Casa editrice: Einaudi


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