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  • puzzobeatrice35

Rinascere come una fenice

Immergendomi nel libro Io sono Ava  mi sono resa conto di quanto sia importante leggere per allenare l’empatia: impossibile non mettersi nei panni della protagonista, pensando a come ci sentiremmo noi nella sua situazione.

Improvvisamente la vita dell'adolescente, come possiamo immaginare, non è più la stessa: Ava riporta ustioni sul 60% del corpo, subisce un intervento chirurgico dietro l'altro, la sua famiglia non c'è più e la sua casa è cenere. Ad assisterla dopo ogni intervento sono presenti gli zii Cora e Glenn, i genitori di Sara, sua cugina deceduta. A un buon punto della sua lenta e dolorosa guarigione il dottor Sharp e Cora constatano che sia ora di tornare a scuola. Per Ava é giunto il momento di riprendere in mano le redini della propria vita, in particolare quella sociale. È stata troppo a lungo chiusa nella cameretta della sua inseparabile cugina morta, dovrebbe provare a fare un passo avanti lasciandosi alle spalle "l'eco inquietante" che aleggia nella sua stanza. Basta lezioni private, basta auto isolamento. 

Ma si sa, la vita alle superiori non è facile per nessuno, figuriamoci per una sedicenne con il viso deturpato, ricco di cicatrici, senza capelli e con un orecchio mancante. 

La forza interiore che Ava porta con sé farà fronte alle difficoltà imposte da questo nuovo capitolo della sua vita. Fortunatamente non dovrà affrontare tutto da sola: oltre a Cora, Glenn, la dottoressa Layne e il "Comitato per Ava", potrà contare su due nuovi amici, Piper, una ragazza dalla personalità prorompente che riporta come Ava ustioni e cicatrici su gran parte del corpo, che fungerà da motore per lo svolgimento della storia insieme ad Asad, ragazzino con un'irrefrenabile passione per la recitazione e per i musical. Insieme vivranno avventure e disavventure, momenti belli e brutti.

Sai, la fenice simboleggia il fatto di sopravvivere a qualcosa […] Ma la verità è che le fiamme le fanno male eccome. La consumano completamente. La magia della fenice non è il fatto di restare incolume, ma di rinascere

Ho apprezzato questo libro proprio perché ci si sente sempre affianco ad Ava, in ogni situazione. 

Me ne aveva parlato u'amica che lo aveva paragonato a Wonder di R. J. Palacio, effettivamente in alcuni tratti i due romanzi si assomigliano, ma le storie dei protagonisti sono diverse, Ava è una ragazza e non è nata con delle malformazioni, ha dovuto abituarsi nel pieno dell'adolescenza a conviverci. Comunque se avete apprezzato Wonder, amerete sicuramente anche Ava. 

Si legge in fretta perché è molto scorrevole, l'autrice, Erin Stewart fa si che il lettore resti con gli occhi (e la mente) intrappolato fino alle ultime pagine. Quando l'ho terminato era notte fonda, non sarei riuscita ad addormentarmi se non lo avessi concluso. A proposito, il finale è davvero commovente, ho posato il libro sul comodino con le lacrime agli occhi. 

Lo consiglio a tutti, vi assicuro che l'ironia di Ava e dei suoi amici vi divertirà, vi farà riflettere e vi trasmetterà forza.


"Io? Com'è possibile che io cambi qualcosa?" "E' come la canzone dei musical... Le persone ci cambiano", dice lui. "Come se fossimo palle da biliardo che si muovono su un tavolo. Alcune vanno a caso, mentre altre trovano un percorso in mezzo al caos e, quando ci colpiscono, modificano la nostra traiettoria. E tu, Ava Lee, sei una grandissima palla otto. Sei venuta addosso a me e a quella scuola e hai ispir..." Alzo la mano per fermare quella di Asad, che lui agita mentre parla. "Non dirlo. Non osare dire quella parola." Asad aggrotta le sopracciglia e la sua mano cade. "Cosa c'è di sbagliato nell'essere d'ispirazione?" "Perché la vera aspirazione è Elphaba, che lotta contro il male e la corruzione. Non io." "Pronto? Siamo al liceo. I nostri demoni saranno anche più piccoli, ma questo non rende la lotta - o il coraggio - meno reale."

Io sono Ava

Autore: Erin Stewart Anno di pubblicazione: 2019 Età adatta: 11 - 15 anni Lunghezza: medio (328 pagine) Casa editrice: GARZANTI

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