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  • Alma R. (@_@)

Tre lettere mortali

La notte dei biplani è una storia intensa, incalzante, disperatamente realistica. Straripante di alcool. Ah, e poi piena di morte. Morte, morte ovunque.

"Tutti gli autori hanno il loro libro maledetto, e questo è quello di Davide Morosinotto." Ecco come comincia la prefazione di questo libro. Un libro maledetto, in questo caso, è un libro che, per vari motivi, non raggiunge il successo sperato.

E sinceramente mi domando perché questo sia quello di Morosinotto, visto che è bello e fantasioso tanto quanto gli altri. Quindi molto bello e molto fantasioso.

Se siete persone che si impressionano facilmente, che detestano leggere di battaglie, che odiano i triangoli amorosi, che non sopportano la scienza e che non amano leggere di morte... Leggete questo libro.

Se invece è l'esatto contrario e amate le guerre (ma solo quando sono ben ferme sulla carta), adorate leggere di amori impossibili, sognate un futuro in cui la scienza sia libera da censure e vi piacciono morti e cadaveri... Allora non solo dovete leggere queste 349 pagine. Dovete immergervi in questo libro fin quando non rischierete di annegare.

È la storia di tre ragazzi diversi, diversissimi.

Mary Tucker, profumo di "erba e di vita", bella e coraggiosa, cameriera di Villa Maddox e amante di chimica e fisica. Arthur Maddox, fisico da atleta dagli occhi di ghiaccio, figlio di nobili, con uno zio, Richard, che insegna a lui e ai suoi due amici ogni segreto della scienza, appassionato di elettricità. John Davey, minatore per necessità, matematico per sete di conoscenza, pallido con occhi di carbone, pacifista convinto e follemente innamorato, come Arthur d'altronde, di Mary.

La vita dei tre amici scorre regolare, scandita dal rumore dei picconi che si abbattono sulla roccia per John, dalle innumerevoli faccende per Mary e di tutti i passatempi di nobile per Arthur.

Poi però scoppia la guerra, e lo zio Richard scompare nel nulla.

Per i ragazzi è un colpo durissimo.

Arthur cade in ginocchio con più violenza degli altri ma si rialza per primo. Per primo accetta un'idea diversa da "Sir Richard è stato rapito dalle spie tedesche". Per primo comincia a pensare che sia partito, scappato chissà dove.

E credendo che sparare pallottole contro ragazzi che hanno solo la colpa di essere nati in uno stato diverso, si arruola nell'esercito.

E così fa Mary, fingendosi un ragazzo non per uccidere. Per volare, per conoscere la sensazione che si prova librandosi in alto, sempre più in alto fino a toccare il cielo e accarezzare le nuvole.

Solo John continua a vivere nella speranza che Richard sia stato rapito e che sia ancora vivo, e non si arruola.

Perché John in fondo lo sa. Anche se ha paura, se pensa che non ce la farà mai, lui sa che il misterioso "Congegno" lasciatogli da Sir Richard può fermare un'epidemia.

E qui entrano in gioco le "Tre lettere mortali" a cui mi riferivo nel titolo di questa recensione. Si tratta dei BOT. Visto? Tre lettere apparentemente così inutili, così innocue, così... semplici.

Perché sì, il libro è ambientato nel '900. Ma un '900 parallelo, alternativo, in cui una forma molto rudimentale di tecnologia si è già sviluppata. I BOT sono arei che, se comandati da bambini, possono portare a risultati incredibili in guerra.

E alla salute dei bambini che devono volare nei BOT non pensa nessuno.

Ma in 7/8 mesi al massimo, a pilotare un BOT perdi la vita.

Ma Mary e Arthur pilotavano gli arei, erano i BOT? Vi chiederete forse. Sì, è la risposta.

Ma allora... moriranno?

Sì. No. Forse.


Clicca qui per leggere le recensioni dei libri di Davide Morosinotto e la sua intervista!

La notte dei biplani

Autore: Davide Morosinotto

Anno di pubblicazione: Aprile 2020

Età adatta: 13-15 anni

Lunghezza: medio (349 pagine)

Casa editrice: Fanucci Editore

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