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Onorina Brambilla

"Questa è la storia di una ragazza che voleva essere felice e libera e che aveva dentro così tanta rabbia da scegliere di lottare." #donneperstrada

Onorina Brambilla, detta Nori, nacque a Milano, nel 1923. Era una ragazza intelligentissima, ma all'età di 14 anni dovette andare a lavorare come dattilografa per un'azienda per aiutare la famiglia. Dopo l'8 settembre del 1943, quando l'esercito italiano si arrese e il Re scappò, molti italiani si nascosero sulle montagne e organizzarono la Resistenza. A 20 anni Nori entrò a far parte dei gruppi di difesa della donna, che portavano il cibo ai partigiani. Ma a lei sarebbe piaciuto battersi al pari degli uomini. Tutti le dissero che doveva lasciar perdere, che era pericoloso, ma Nori non aveva paura e si mise in contatto con comandante dei GAP di Milano, Giovanni Pesce. I GAP erano i gruppi di partigiani che agivano in città. Nori accettò di lavorare con loro come staffetta, fu nominata ufficiale di collegamento. Il suo lavoro consisteva nel trasportare le armi necessarie per le operazioni militari, si trattava di un ruolo delicatissimo e molto rischioso. Nori si spostava tra le strade di Milano con la sua bicicletta, le armi nascoste nel cestino. Molte volte le capitò di essere fermata, ma nascondeva il carico sotto la spesa. Prese parte anche alle più pericolose azioni, come la "Battaglia dei treni", il sabotaggio dei vagoni che portavano i prigionieri nei campi di concentramento. E fu sempre lei che trasportò le quattordici bombe che furono piazzate sui binari del treno e li distrussero, impedendo il trasporto di ulteriori armi destinate ai tedeschi. Intanto con Giovanni Pesce era nato un amore, ma il peggio doveva ancora arrivare. Un giorno un partigiano passato con il nemico tradì Onorina, i soldati si presentarono davanti a casa sua, la presero e la portarono nel carcere di Monza dove fu torturata dalle SS, ma lei non disse una parola né tradì i partigiani. Alla fine la caricarono su un camion e la trasportarono nel campo di lavoro di Bolzano. Si trattava di un campo di concentramento solo di transito, prima della deportazione in Austria. Nonostante la fame e le pessime condizioni Nori non mollò e continuò a tenere il contatto con i partigiani. Poi un giorno le arrivò il messaggio che gli alleati stavano arrivando, ma lei era impaziente e non voleva attendere l'arrivo degli americani, così appena i tedeschi ebbero lasciato il campo si mise in cammino attraverso le montagne con alcune compagne. Dopo molti giorni giunse a Milano dove riabbracciò il suo comandante e dopo alcuni giorni Giovanni e Nori erano marito e moglie. Nel 1946 ci fu il suffragio femminile, dopo il crollo della dittatura fascista. Le donne ottennero il diritto di voto. Fino alla fine della sua vita Onorina si dedicò al lavoro nell'AMPI, l'associazione dei partigiani italiani, girò nelle scuole e raccontò la sua storia e i valori della Resistenza ai ragazzi. Alle ragazze e ai ragazzi di oggi, lascia in eredità la sua forza e le sue parole.

"Eravamo giovani, ci sentivamo belle, allegre. Non eravamo incoscienti, sapevamo di correre dei rischi. Ma volevamo un'Italia diversa, libera, e non c'era altra scelta oltre a quella di resistere e combattere" - Onorina Brambilla

Onorina Brambilla

Data e luogo di nascita: 27 Agosto 1923, Milano

Data e luogo di morte: 6 Novembre 2011, Milano

Professione: Partigiana

Nazionalità: Italiana

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