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  • Sara P. & Alma R.

L’occhio del ciclone

Viaggi verso il Sudafrica, orecchini verdi, vento che ti scompiglia i capelli ma soprattutto una statuetta di legno: Un pinguino a Trieste è l’avventura che ognuno di noi sarebbe disposto a vivere.

Nicolò vive a Trieste, in Friuli Venezia Giulia. Bellissima città, Trieste. Peccato che negli anni Cinquanta era sotto il potere jugoslavo. Quindi non più in Italia. Insomma, traballava per colpa del dopoguerra, del governo e del vento. Soprattutto per colpa del vento. Tornando a noi... Nicolò aspetta da tutta la vita suo padre, andato in guerra e mai tornato, mentre sua madre non la attende più da anni, in particolare da quando ha visto il suo nome inciso su una lapide. Il ragazzo è ancora un giovane ragazzo quando su un giornale vede la foto di un uomo molto simile al padre disperso. Troppo simile.

Ricordati questo, Refolo: ci sono due cose che non conoscono confini, il mare e il vento. E Trieste le ha tutte e due.

E allora partirà su una nave diretta in Sudafrica, alla ricerca di suo padre ma soprattutto di una vera e propria identità. Nicolò, quindici anni e solo un pinguino di legno come portafortuna, vedrà porti sconosciuti, come Capetown. E vivrà tantissime avventure. Innamorarsi, per esempio. Oppure correre in una città enorme, tuffarsi in una piscina ghiacciata e scegliere la via giusta. Probabilmente le quattro cose più difficili al mondo. Per Nicolò, però, la prima è semplicissima. Susanna spunta per caso, quando meno lui (e noi) ce l’aspettiamo: orecchini verdi, capelli color cannella, grandi occhiali sul viso lentigginoso e molta, moltissima curiosità. E con lei lunghe notti passate a parlare sotto le stelle, baci alla fine dei capitoli (anche se concludere storie con i baci è dozzinale, direbbe la zia di Susanna) e una possibilità in più di trovare suo padre.

Qualunque sia il colore della pelle, il sangue di un uomo è sempre rosso. E spesso molto rosso è stato versato per colpa del colore della pelle.

Un libro denso come crema di legami che non sbiadiscono nemmeno a distanza di 15 anni o 8.553,95 km, perché basta un solo oggetto, una sola sensazione, per non dimenticarti di qualcuno. Come un pinguino di legno lavorato pazientemente da un uomo scomparso, come l’amore che non sbiadisce mai. Una storia di viaggi lunghi e difficili (in particolare quando ti sei imbarcato su una nave sapendo di soffrire terribilmente il mal di mare), ma che vanno affrontati per scoprire gli altri e se stessi, per conoscersi, per misurarsi con le proprie paure e affrontare il mondo, giorno dopo giorno, sperando che andrà sempre un po’ meglio.

Certe volte bisogna entrare nell’occhio del ciclone per uscirne vivi.

Un pinguino a Trieste

Autrice: Chiara Carminati

Anno di pubblicazione: aprile 2021

Età adatta: dai 12 anni

Lunghezza: medio (244 pagine)

Casa editrice: Bompiani

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