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  • Martona Patatona, 9 anni

Corde volanti

Aggiornamento: 22 ott 2020


Rose sentiva il rumore degli alberi. Rose sentiva il rumore degli scoiattoli. Rose sentiva il rumore dei fiori. Rose sentiva il rumore degli uccelli. Rose sentiva il battere piano del suo cuore:

- Rose! Vieni e non allontanarti troppo! - disse la mamma.

Ma Rose quasi non la sentiva. Sentiva solo la natura intorno a lei.

- Dai, Rose! Ora che c’è? - disse la madre, ancora più infastidita dal comportamento dell'undicenne.

Dopo il terzo richiamo, Rose si mosse di un centimetro e poi fece un altro centimetro.

- Rose, ora basta! - disse il padre - o ti muovi o ti lascio qui!

- Va bene! Lasciatemi qui! - rispose arrabbiata Rose, e se ne andò lungo la discesa, dall'altra parte.

Dopo un’ora che camminava spensieratamente vide un burrone. Tra le due pareti di pietra del burrone c’era una corda. La ragazza guardò indietro. La via che aveva percorso fino a quel momento era nella foresta, come se l'avessero intagliata tra gli alberi. Da dietro un albero spuntò un ragazzo:

- Oh!!! Ma come! Di qua non passa mai nessuno! Da dove vieni?

- Io vengo da… da Sistina, una paesino ai piedi della valle - disse Rose molto spaventata.

- Vedo che vuoi passare! Sai, non c’è mai riuscito nessuno, tutti cadono giù e muoiono. Ti consiglio di non guardare giù perché, beh, ci sono tutti i corpi di quelle persone, o mangiate dalle formiche o ancora freschi freschi -

- Ah! Bene - disse Rose che stava quasi per vomitare.

- Se vuoi ti aiuto io! Sono un esperto di questi posti e quindi ho oltrepassato mille volte il burrone.

- Grazie, mi servirebbe il tuo aiuto- disse lei.

- Sei stanca, vero? -

- No! Sto solo cercando di attraversare la strada. - disse Rose, che era stufa di parlare.

- Ok, ma ricordati che c’è il 99% di probabilità che tu morirai, quindi non dirmi che non te l’ho detto quando starai appesa al filo e mi chiamerai dicendo che avevo ragione-

disse offeso il ragazzo.

- Ora ti conviene attaccare questa corda - disse porgendo una corda viola - all'albero bianco, visto che ha un ramo che sporge per tutto il percorso - e indicò un albero che sembrava pallido.

- Ok, tanto non mi serve il tuo aiuto - rispose Rose che voleva dimostrare a Martin, il ragazzo, che poteva farcela anche senza il suo aiuto.

- Allora ciao! Non voglio neanche vedere il tuo cadavere quando passerò per andare al supermercato - e si mise a ridere.

- Tanto non lo vedrai - e si girò per raggiungere l’albero bianco; dopo cinque minuti aveva legato la corda al ramo e faceva qualche prova di resistenza. Alle sei mise il primo passo su quella corda sospesa tra i due lati del burrone e per lei fu come mettere il primo piede sulla luna. Quando raggiunse metà, senza guardare in basso, visto che c’erano 700 metri di altezza, sentì che l’albero cigolava. Si girò di scatto e vide che il ramo in cui era legata la corda si stava per spezzare. Decise che doveva togliersi la corda dalla vita ma prima che potesse toccarla il ramo si spezzò e lei andò all'indietro. Toccò con la schiena il filo sospeso. Si tolse la corda dalla vita e la lasciò cadere ma fece un rumore così forte che il filo traballò e lei cadde. Aveva solo una mano che si teneva alla corda sospesa e penso: «Non posso morire proprio adesso, c’è un supermercato un po’ più in là, no? E io ho qualche soldo, no? No, non ho qualche soldo ma comunque corromperò il macellaio o il cassiere». Il ragazzo che la guardava fece un sorriso maligno ma poi sorrise anche lei. Attaccò l’altro braccio alla corda, usò i muscoli e poi iniziò a ballare sul filo. Nessun passo sbagliato. Era arrivata dall’altra parte. Ce l’aveva fatta. E il sorriso di Martin si spense.

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