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La rivoluzione di Bianca, primo posto

Scritto da Bianca, 14 anni

Cara Bianca,

non so di preciso dove sei ora. Forse ti sei decisa ad andare a vivere all’estero, forse abiti ancora qui, forse sei riuscita a diventare giornalista o forse adesso fai tutt’altro. Ma almeno per il momento, non mi interessa sapere cosa mi aspetta. Quello che voglio è farti una domanda.

Ti ricordi dell’estate del 2021? Avevo (avevamo?) 13 anni e al tg parlavano dello scandalo tra la von der Leyen e Erdogan. Non credo che te lo ricordi più, ma in sostanza, alla presenza di altri capi di stato, uomini, l’allora presidente della Commissione europea aveva dovuto sedersi su un divanetto, invece della poltrona che le spettava. Mi ero alzata dal tavolo ed ero corsa al computer. A scuola avevamo fatto lezioni di grafica e, usando la mia basilare abilità con Canva, avevo tirato fuori un manifesto. Era rosa, credo, con una scritta gialla e una poltrona blu. “VOGLIAMO IL NOSTRO POSTO” c’era scritto. Sapevi che non sarebbero serviti a nulla, che probabilmente li avevano già fatti, ma alla fine l’hai fatto lo stesso.

Voglio sapere se ti ricordi di quella che eri. Di quel soldo di cacio in sandali e pantaloncini con una frangia che non stava mai dritta e una bici bianca, che con quella bici andava in giro intorno a casa per attaccare manifesti che dopo due giorni volavano via, (scotch infame), sapendo che era una cosa che avresti saputo solo tu. So che ti sembrerà il gesto della classica ragazzina che crede di cambiare il mondo con un pezzo di carta e lo pensavi anche allora. Forse era una cosa piccola, insignificante, ma era qualcosa.

Spero che tu sia ancora così. Che qualsiasi cosa tu faccia nella vita, ti prudano ancora le mani

davanti a ciò che è ingiusto. Spero che nei tuoi trent’anni viva ancora quella ragazzina testarda e troppo idealista.

Con affetto,

Bianca

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