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  • Martona Patatona, 9 anni

La banda delle ragazze

Racconto scritto da Marta, 9 anni

Rapunzel* (detta Reby), come sempre, stava dipingendo appesa ai capelli che erano annodati alle travi del soffitto. Aveva due trecce che le scendevano dalle spalle e una grossa felpa a cordoncini. Stava dipingendo la Gioconda (ultimamente era piuttosto ambiziosa, in effetti!). Ad un certo punto sentì una voce bellissima, sembrava che stesse cantando Alfa: si affacciò e vide una ragazza con dei jeans strappati, una maglia corta e dei capelli sciolti:

«Chi sei?», chiese invistigativa Repy.

La ragazza smise improvvisamente di cantare, in tempo per vedere Repy scendere con i suoi lunghi capelli dalla torre.

«Ehm, la strega che mi ha dato la mela avvelenata ha detto che non devo dare confidenza agli estranei» disse prima di scoppiare in una risata fragorosa.

«Cosa?»

«Niente, lascia stare», disse la nuova arrivata, «Io sono Biancaneve, ma mi puoi chiamare Bianca»

«Che ci fai qui?»

«Mi sono persa», ammise Bianca.

«Ok! Facciamo una passeggiata e ti mostro un po' il posto. Comunque io sono Rapunzel, detta Repy»

Le due ragazze si avviarono e a un certo punto videro un laghetto:

«Ciao!», dal laghetto spuntò una ragazza.

Era vestita con un costume intero. Al posto delle gambe, però, aveva una coda.

«Sei per caso una sirena?», ironizzò Repy.

«Sì», disse «e mi chiamo Saia»

Nel volto delle umane apparve un'espressione interrogativa.

«Posso venire con voi?»

«Se riesci a togliere la coda», disse Bianca con una nuova battuta.

Ma subito apparvero due gambe.

Ancora più stupite, le ragazze continuarono la loro camminata.

Questa volta incontrarono una ragazzina disperata che stava piangendo:

«La matrigna mi sgriderà. Ho perso la mia Adidas»

«La tua Adidas?», chiese la sirena.

«Sì, la mia Adidas», disse la ragazzina alzando lo sguardo sulle tre ragazze. Aveva due chignon da cui cadevano i capelli ondulati «Stavo chattando con il mio ragazzo ma a mezzogiorno dovevo tornare a pranzo. Ho iniziato a correre senza accorgermi che la mia Adidas aveva i lacci slacciati e allora l'ho persa. Comunque io mi chiamo Cennel».

Le altre si presentarono e poi anche lei si aggiunse al gruppo.

Ad un certo punto sentirono degli spari.

Andarono un po' più in la e videro una ragazza che si stava esercitando a sparare a un minuscolo pupazzo di pezza. Aveva dei capelli davvero molto disordinati di un rosso fuoco.

«Ciao» disse la pistolera senza distogliere lo sguardo dalla bambolina di pezza. «Io sono Ribelle, detta anche Ruby».

Anche questa volta tutte si presentarono.

«Sapete, prima usavo l'arco e la freccia poi sono passata alla spada ma poi, per stare al passo con i tempi, ho comprato questa pistola».

Anche lei decise di aggiungersi al gruppo. Quando proseguirono trovarono un mostro, dalla pelle rosa e con una strana "coperta" gialla sulle spalle e sulla testa.

«Finalmente, siete arrivavate! Quattro delle principesse più famose! Oggi morirete!»

E così dicendo lanciò un coltello indirizzato al collo di Bianca. Ma poi successe qualcosa di davvero inaspettato: una ragazzina, con il suo arco, fermò il coltello e Ruby sparò al cattivo.

Dopo una lunga chiaccherata, Nina (la loro salvatrice) convinse Ruby a tornare all'arco.

Repy andò a vivere in una casetta più lunga che alta, in campagna, insieme alle nuove quattro amiche. Bianca diventò una cantautrice. Cennel, da quel momento in poi, usò solo Nike. Saia faceva spettacoli di acrobazie acquatiche.

Insieme formarono una banda che combatteva i cattivi: Ruby e Nina usavano l'arco e le frecce, Cennel lanciava i calzascarpe come coltelli affilati, Saia aveva il suo esercito di pesci e Bianca poteva fare una voce così assordante che poteva stordire tutti (ma in quei momenti era meglio non esserci).

Insomma, si può dire che vissero tutti felici e contenti.


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