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  • Sara P. (≈_≈)

Un vestito blu

Una giusta causa. Una storia vera, di una donna vera. Tutto vero. La vita di Ruth Bader Ginsburg, che affronterà di tutto pur di realizzare il suo sogno: sconfiggere la discriminazione sessuale. E diventare avvocato.

Ruth è una giovanissima donna sposata con Martin Ginsburg. Entrambi studiano ad Harvard, nella facoltà di legge. In poche parole, entrambi sognano di diventare avvocati e si impegnano tantissimo nello studio. Ruth si imbatterà nei primi ostacoli già in quell'Università: siamo negli anni Sessanta, e ci sono solo nove studentesse donne su migliaia di studenti. Suo marito la continuerà a spronare, ad incoraggiarla ad abbattere i pregiudizi e le discriminazioni di genere, ma la strada non sarà mai in discesa... Infatti, dopo l'Università, Martin inizierà a lavorare come avvocato, e si farà subito strada nel mondo della legge. Ma Ruth è brava tanto quanto Martin (ok, forse un pochino di più)... Perché quindi non riesce a trovare un lavoro? Beh, è una donna, madre, moglie, ebrea. E per una donna negli anni Settanta sentire queste frasi è normale....

"Mi dispiace, non possiamo assumerla, abbiamo assunto già una donna due anni fa"

"Mi spiace, ma le mogli dei colleghi sarebbero gelose..."

"Quando farà il prossimo figlio?"

"Ma lo celebra lo Shabbat?"

"È troppo impegnata a preparare dolci, non può essere efficiente..."

"Nah, le donne sono troppo emotive per fare l'avvocato"


Ruth vorrebbe gridarlo a tutti che saper benissimo fare il proprio lavoro dovrebbe bastare come motivo di assunzione, che il genere non dovrebbe c'entrare nulla, ma a quanto pare gli Stati Uniti degli anni Settanta non funzionano come vorrebbe lei. Per questo si ritroverà a insegnare diritto e legge. Addresterà una generazione che cambierà il mondo. Peccato che, il mondo, avrebbe voluto cambiarlo lei stessa. Nonostante ciò, nelle sue lezioni ci metterà tutto il cuore. E parlerà non solo di giurisprudenza, ma anche di discriminazione sessuale. Scoprendo che...

Negli Stati Uniti, la discriminazione in base al sesso è legale.

Scioccante vero? Per questo Ruth deciderà di cambiare la legge. Come si fa a cambiare la legge? Si possono scegliere due strade: 1. tornare indietro nel tempo, alla fine del Settecento, durante la Rivoluzione Americana (grazie prof Russo), travestirsi da uomo, infiltrarsi e cercare di modificare la Costituzione. Provare per credere.

2. Creare un precedente penale, in modo che i prossimi casi possano basarsi su qualcosa di già accaduto.


Beh, potrà sembrare assurdo, ma negli Stati Uniti degli anni Settanta entrambe le strade sono egualmente mooolto difficili. Ruth si appiglierà ad un emendamento, ossia una specie di legge che taaaanto tempo fa venne fissata negli Stati Uniti, e in questo modo cercherà di dimostrare praticamente tutte le leggi "moderne", quindi scritte dopo l'emendamento, vanno contro l'emendamento. Capito tutto? Io ho capito la metà, di questo film. No dai, magari tre quarti. O qualcosina di più. È vero, ci sono un po' di paroloni, ma si comprende benissimo lo stesso. E ve lo dice una che potrebbe pronunciare queste parole con facilità...

"Io e la giurisprudenza siamo due linee rette che non si incontreranno mai"

Alcuni miei colleghi diranno che la discriminazione sessuale non esiste. Quindi sarebbe meglio che io insegnassi diritti legali degli gnomi e delle fate. Vedremo se hanno ragione.

Un film emancipante, arrabbiato, e mooolto divertente. L'attrice protagonista è Felicity Jones, che ha recitato anche in The Aeronauts e in La teoria del tutto.

La storia bellissima di una donna, morta poco tempo fa, che cambiò il nostro modo di pensare.

A costo di essere insultata, disprezzata, derisa.

A costo di essere l'unico vestito blu tra migliaia di smoking neri.

Una giusta causa Regista: Mimi Leder Data di uscita: 8 febbraio 2019 Età adatta: dagli 8 ai 15, anche per gli adulti Durata: 2 ore SPACCATE WOW Lo trovi su: Chili

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